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letra de un sogno ricorrente - john princekin

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[strofa 1]
ho sognato l’acqua dentro i miei polmoni
latta nel cervello per lo scorrere dei miei neuroni
un fondo buio come uno strapiombo verso il nucleo vivo
e un suono da laggiù che m’attirava come un filo
sono sceso, ho visto una luce che m’ha colpito
una voce che m’ha rapito, una pace che m’ha stordito
chiesi aiuto verso l’alto di questo crepaccio
mi rispose il cielo rimbalzando in un tunnel di ghiaccio
petali rossi come il sangue sopra la mia pelle
e un vortice di fuoco verso il cuore delle stelle
sparato alla velocità del tempo e delle particelle
fino all’esplosione delle due torri gemelle
vidi le persone volare come sacchi di cemento
dai piani superiori dell’incendio
poi la torre, come in rewind ricomporsi e la calma
tornare rapida ad imporsi

[ritornello]
l’ho stretto fra le mie mani
ed ero solo sullo scoglio dove mi tuffavo da bambino
l’ho stretto fra le mie mani
e le stelle luccicare nella luce del mattino
aprii la mano, spira un vento calmo sopra la risacca
p-ssa sul mio palmo e lo stacca
non ho provato più nessuna rabbia
mentre lo guardavo correre verso la sabbia

[strofa 2]
poi vidi le foglie alzarsi dalle strade
galleggiare e ritornare ad attaccarsi male
poi saldarsi e tornare verdi
per richiudersi in boccioli ed affondare dentro i rami secchi
i novanta e i primi cellulari sulle nostre mani
e la grande speranza nel domani magari
mia madre che rideva con mio padre
mentre la grande folla alla tv guarda un muro che a berlino crolla
gli anni cinquanta coi capelli al vento nelle cinquecento
gli anni quaranta e i campi di concentramento
l’ottocento, la grande casa del padrone
e un mississippi lento scorrere fra i campi di cotone
l’america selvaggia, dagli alberi una faccia
guarda grandi navi avvicinarsi sulla spiaggia
l’anno mille, poi l’anno zero, poi il sole che si stacca
nell’alba di un’immensa bolla d’acqua

[ritornello]
l’ho stretto fra le mie mani
ed ero solo sullo scoglio dove mi tuffavo da bambino
l’ho stretto fra le mie mani
e le stelle luccicare nella luce del mattino
aprii la mano, spira un vento calmo sopra la risacca
p-ssa sul mio palmo e lo stacca
non ho provato più nessuna rabbia
mentre lo guardavo correre verso la sabbia

[strofa 3]
civiltà talmente progredite che come te lo spiego?
noi in confronto a loro siamo al medioevo
si susseguono e sprofondano, una sopra l’altra
come quando cade un castello di carta
la terra si fa incandescente e sanguinando lava
spara tutta l’acqua in cielo in una nube chiara
la terra si fa polvere e si perde in ogni cosa
il sole inizia a fondere nei tratti di una nebulosa
il buio si fa luce ed è un cammino tutti in fila
l’universo in un respiro si ritira e tutto s’avvicina
dritti verso il centro prima la materia e dopo il tempo
si comprimono ad anello in un solo granello
che ho stretto fra le mie mani
ed ero solo sullo scoglio dove mi tuffavo da bambino
l’ho stretto fra le mie mani
e le stelle luccicare nella luce del mattino
aprii la mano, spira un vento calmo sopra la risacca
p-ssa sul mio palmo e lo stacca
non ho provato più nessuna rabbia
mentre lo guardavo correre verso la sabbia

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