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letra de le 11 porte - flo’w (@theriteflow)

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apro gli occhi, c’è silenzio, è insolito, non
vedo altro che buio pesto attorno a me, ho
come un presentimento, appoggio la mano a lato
al tocco è freddo e solido, sembra cemento
ruvido intonaco, forse l’occhio
al buio si sta abituando, tolgo di colpo
dal muro la mano e oltre le ombre scorgo
un secondo muro e in fondo un corridoio
c’è qualche cosa alle mie spalle, pare mi segua
ho le palpebre aperte, il palmo che trema
con il palpito freddo, il sangue che gela
sposto i passi più in fretta, mi muovo appena
ho il ricordo di me a letto, stessa scena
di ogni sera, ma mi sveglio qui stavolta
e mentre tento di capire, dietro di me sospiri
a sinistra un sussurro, viene da una porta
cerco rifugio ed entro
anche qui, non c’è luce, è tutto spento
“c’è qualcuno?” chiedo: “aiuto
qualcosa mi sta inseguendo”
e dal buio una voce mi risponde: “certo
accomodati qui, qual è il senso
di correre e convincersi che non hai perso
è la tua vita, hai tentato e fallito, resta”
chiudo la porta ed esco
aspetta, parete opposta, intravedo
pare una seconda porta
entro, voci mi riempiono di idee loro
su cosa sia quel luogo “no no
non puoi uscire da qui”
“no, lascia chiuse le porte, è pericoloso”
“fai come fanno tutti: corri dritto finché puoi”
basta, ne ho abbastanza, io non penso come voi
esco, ciò che mi segue lo sento
forse non ama ciò che sto facendo
io ancora corro lento
da un’altra porta sento uscire un lamento, ci entro
nella penombra un corpo contorto
appoggia la schiena su un letto di siringhe
“ricorda: hai un corpo debole
malattia e invecchiamento sono le regole”
ma non è ciò che sento dentro
aspetta, ma sarà vero?
quante illusioni che sento, poi cala il velo
ma qual è la mia via, cosa sto facendo?
basta con le fantasie, hai solo sangue nel petto
e in un momento mi rendo conto
non sono più nella terza, ma nella quarta porta
è il dubbio che parla e me ne libero stavolta
la quinta sembra anche peggio
strisce di sangue dipingono a tratti il legno
respiri fiochi che creano un cantico lento
da sotto inizia a fuoriuscire un liquido nero
aspetta, questa no, dai, no
è solo una, salto e vado alla prossima
“stai fermo e aprila” è lui
è il coraggio in aiuto, apro
c’è solo un muro
e mentre giungo alla sesta la corsa migliora
la cosa dietro me è più lenta, ma c’è ancora
apro questa e mi accoglie come un senso d’impotenza
“sono solamente umano” la mia mente pensa
“nato svantaggiato in un mondo che mi spezza”
ma una candela si accendo in mezzo alla stanza
e sento di potere più della mia testa
ma cos’è la mia testa, io? ed ecco la settima
c’è una foresta e una scimmia cerca sopravvivenza
e d’istinto mi ringhia, mi attacca
non sa che niente in quel luogo la caccia
ma ciò che è nuovo per lei è una minaccia
e di colpo lo vedo, ha un collare al collo
leggo e collego: si chiama “ego”
e così verso la prossima, c’è sopra un “8”
e mi accorgo che non mi piace
entro e mi sento giù senta una motivazione
apparente, che c’è di diverso qua?
occhi si apr-no nel buio, uno grigio e uno colorato
vedo dentro me, cos’ho scelto? rifletto
ché tutto dista un pensiero
e mi accorgo, ciò che mi insegue rallenta molto
io vedo meglio, ormai quasi corro
ma nella nona porta mi incolpo
ci ho messo troppo, penso a chi ammiro
avrebbe fatto molto meglio al mio posto
ma cos’è meglio? non sarei qui senza le altre porte
ognuno ha il proprio
forse sto solo seguendo il mio percorso
giungo alla decima, ma
rovi l’avvolgono, rose appassiscono piano
vengo colto dalla tristezza
rimango un attimo lì a guardare
non so se entrare, poi apro
ed è un giardino dove altre rose piano rinascono
e mi chiedo “dov’è il limite
in ciò che sono?” è questo ciò che devo esprimere
il corridoio è finito
davanti a me una porta, alle spalle un respiro
ma questa volta mi giro
non c’è nessun corridoio, solo una stanza, un’altra
e un’ombra, la mia, dalla scarsa luce enorme proiettata
ora conosco la mia forza, esco
dall’undicesima porta
mi sveglio

letras aleatórias

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