letra de chaos perfetto - hypnoticsmiley
check-in in salotto, non c’è volo low cost, il viaggio inizia qua, il carico sul tetto è most. la crew al completo, big boss, signora wife, e i miei due mc’s in erba, due mini-vite. obiettivo vacanza, ma già il tragitto è un film, partiamo convinti, ma il caos scatta al chilometro one. passato il benzinaio, lo sai qual è il refrain? “papà, siamo arrivati? quanto manca al main?” duecento volte in dieci minuti, è il loro flow, e non è autostrada, ma statale, andiamo slow. il motivo è semplice, la legge del bisogno è chiara: ogni tre per due, la vescica è in avaria. “ho sete, ho caldo, ho fame, ho sonno, ho visto un cane!” stop d’emergenza dove mcdonald’s è un miraggio, un piano. ma è la mia benzina, questo non-sense quotidiano, un ritmo tribale che suona comе un rap strano
non è la meta, frate’, ma chi c’hai nel bеat, il sound perfetto è il casino di questi street. quattro sul sedile, un viaggio che non sta nei clip, caos perfetto è quando il trip è con la crew, no skip. mia moglie è dj, cerca il vibe per calmare i baby, io guido e rido, scazzo e scherzo, le distanze sono brevi. ascolto le liti di sottofondo, il loro dissing serrato, per me questo rumore è musica, e l’ho già imparato. il viaggio è questo, è famiglia, è amore sui binari
guardo lo specchietto, è la scena del massacro numero tre, gomme a terra, cazzotti e gomitate, è la royal rumble tra te e te. uno ha toccato l’altro, il territorio in questione è il sedile, si scannano per un soffio, per la vista, per un dettaglio futile. lei dietro con il telefono, cerca la playlist anti-guerriglia, un mix di lullaby e hit radio per spegnere la miccia. io abbasso il volume, accosto e tiro un sospiro profondo (finto), ma poi la guardo, mia moglie, è bellissima anche così, con il broncio. un sorriso ci scambiamo, un’occhiata che dice: “siamo noi,” siamo in viaggio, è pazzia, ma è meglio che stare in mezzo agli yacht e ai boi. parliamo del futuro, del passato, della spesa che ci aspetta, dimentico le liti, la pipì, la sete, e la fretta. il tempo che passa veloce, non è un bug ma è un feature di vita, con ‘sta colonna sonora che per altri sarebbe una ferita. per me è il ritmo, il battito, la base su cui io skatto il verse, brontolo, ma ringrazio per questi caos e questi trip across the universe
(“amore, hai visto? c’è un’area di servizio, forse…?”
“finalmente!”)
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