letra de michele - diplomatico e il collettivo ninco nanco
[testo di “michele”]
[strofa 1]
c’era la nebbia nella torino di qualche tempo fa
suona la sveglia, tutti in divisa, si va in guerra in una fabbrica
in questi giorni dove i vizi sono troppi
e ci scontriamo contro questa assurda monotonia
diam più valore alle certezze che ai ricordi
che restan fermi, restano spenti
carletto ha un mutuo da pagare col garante di suo padre
settant’anni, non può ancora smettere di tremare
cia coltiva delle rose nel giardino di sua madre
nel ricordo del profumo di quei fiori sull’altare
dietro quella valigia ho visto un uomo, era lui
dietro quella divisa sporca e fredda ho visto e c’era lui
[ritornello]
ma chiedete dei suoi sogni
non era a fare l’astronauta perché i posti per andare nello spazio
erano già finiti tutti
ma chiedete dei suoi sogni
lui voleva un gran mantello per volare dal papà
e col raggio laser cacciar via tutti i suoi mostri
in questi giorni dove i vizi sono troppi
e ci scontriamo contro questa assurda monotonia
diam più valore alle certezze che ai ricordi
che restan fermi, restano spenti
[strofa 2]
c’è un lamento sotto la mia divisa qualche tempo fa
poi ho capito che lavorare come schiavi non n0bilita
in questi giorni in cui i diritti son per pochi
facciamo a pugni contro ‘sta fottuta monotonia
diam più valore alle apparenze che ai colori
che restan fermi, restano spenti
michele cura il suo dolore, quante cose deve fare
una penna o un foglio bianco vuoto come il suo avvenire
deluso da quello che vede, una poesia, lì, per sua madre
di no come risposta non si vive, di no si muore
[bridge]
una poesia, una lettera, un qualcosa di importante
per non credere più a niente o per trasmettere a chi sente
non siamo numeri o contatti, siamo dei gelidi amanti
chiusi dentro una tempesta di futili bisogni
[ritornello]
ma chiedete dei suoi sogni
non era a fare l’astronauta perché i posti per andare nello spazio
erano già finiti tutti
ma chiedete dei suoi sogni
lui voleva un gran mantello per volare dal papà
e col raggio laser cacciar via tutti i suoi mostri
in questi giorni dove i vizi sono troppi
e ci scontriamo contro questa assurda monotonia
diam più valore alle certezze che ai ricordi
che restan fermi, restano spenti
[bridge]
una poesia, una lettera, un qualcosa di importante
per non credere più a niente o per trasmettere a chi sente
non siamo numeri o contatti, siamo dei gelidi amanti
chiusi dentro una tempesta di futili bisogni
ma chiedete dei suoi sogni
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